
(…) Nei film di Carola Spadoni (Roma, 1969) la città appare come un insieme di terrains vague, meta di vagabondaggi, che l’artista esplora con uno sguardo quasi antropologico. Il titolo del film Al confine tra il Missouri e la Garbatella (1997) sembra voler circoscrivere una porzione di territorio che mette idealmente in contatto due momenti del suo vissuto, la residenza newyorchese e un quartiere romano.
Ma è nel lungometraggio Giravolte (2001) che la filmmaker approfondisce il rapporto con la sua città natale, attraverso la figura dell’interprete principale, l’attore Victor Cavallo. La macchina da presa lo segue nelle sue peregrinazioni, dipingendo un suggestivo e malinconico affresco della vita notturna della capitale: le vite precarie di un gruppo di ragazzi che vivono sotto un ponte, gli avventori di un bar notturno e una surreale campagna elettorale dello stesso Victor. L’interesse dell’artista per la plasticità delle immagini si concretizza nella doppia proiezione video DIO è MORTO (2003) e nell’installazione video a tre canali Live Through This (2006). Sullo schermo centrale campeggia in ralenti una singolare rielaborazione della famosa scena d’amore nel deserto in Zabriskie Point (1970) di Michelangelo Antonioni, ripresa da Carola Spadoni in occasione di una proiezione all’aperto del film, con gli effetti notturni.
A fianco su altri schermi, immagini da un concerto, sempre in slow motion, di spettatori in atteggiamento estatico, il cui effetto è potenziato dalla musica della band italiana Zu, composta per l’occasione. (…)